Benvenuta Lavinia

È nata ora Lavinia, è bellissima. Siamo felicissimi. Grazie Sara da me e Gioia Martina. Non c’è nessuna felicità comparabile. Non stanno al pari dei nostri figli ne’ successi né alcuna cosa. Benvenuta.

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Palazzo Beretta: la nuova sede di Sereni Orizzonti

Giorni di trasloco, cambiamo sede tra scatoloni e confusione. Dopo 9 anni la direzione di Sereni Orizzonti lascia palazzo Pontoni. Quando siamo entrati era in stato di abbandono e gli affreschi lasciati a se stessi come capita in tanti edifici storici cittadini. Qualche anno fa abbiamo acquisito anche palazzo Kechler che resta a disposizione della città e delle associazioni per mostre e convegni.
Andiamo a palazzo Beretta che per molti ha un particolare significato: fu la sede degli uffici della Regione che si occuparono della ricostruzione dopo il terremoto che sconvolse il Friuli nel 1976. Un luogo simbolico perché in qualche modo rappresenta la tenacia dei friulani che rapidamente ricostruirono le loro case.
Anche questo palazzo era chiuso da alcuni anni. Certo, potevamo costruire un edificio nuovo fuori città, ma mi piace pensare che così diamo una mano a tenere vivo un pezzetto del passato e dell’arte della nostra città.

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Le nostre aziende vendute all’estero

Per creare nuovi posti di lavoro occorre competere ma gli imprenditori italiani, rispetto a concorrenti esteri, hanno costi maggiori per energia, tasse gravosissime e infrastrutture (dalle strade alla connettività internet) obsolete. Non parliamo della burocrazia devastante che spesso raggiunge l’imbecillità. E’ per questo che così tante aziende italiane vengono vendute all’estero. Il rischio è il declino, molte colpe sono del Governo.
Parmalat, Invernizzi,
Galbani, Locatelli,
Italgel, San Pellegrino,
Levissima, Panna,
Recoaro, Cirio,
Bertolli, De Rica,
Carapelli, Sasso, Friol,
Krizia, Ferretti,
Bulgari, Gucci,
Bottega Veneta,
Pomellato, Valentino,
Ferrè, Frau,
La Rinascente,
Edison, Tibb,
Wind, Telecom,
Ansaldo, Alitalia
Fiat Ferroviaria, Alitalia,
Pirelli, Merloni.
Il mio intervento su Panorama.

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Referendum 4 dicembre: io voterò NO

Oggi sono intervenuto al Teatro Nuovo a Milano alla convention di Mariastella Gelmini . Sono intervenuto come imprenditore. Ho detto con franchezza che voterò NO e che non credo che l’eventuale vittoria del NO danneggerebbe l’economia. Mi sembra giusto che sia la gente ad eleggere direttamente i senatori o, piuttosto, si abolisca il Senato. Questa riforma prevede, invece, che i senatori siano eletti da sindaci e consiglieri regionali alcuni dei quali, part-time, farebbero anche i senatori. Francamente preferirei ridurre il numero dei deputati e lasciare che ognuno, sindaco o consigliere, faccia il proprio lavoro. Non mi dispiacerebbe poi che chi assume un incarico pubblico avesse prima anche lavorato. Sono troppi quelli che non lo hanno mai fatto.

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I profughi ci sono già costati 12 miliardi

Oggi ci siamo conquistati (Impresa Lavoro) la prima pagina de La Verità, il nuovo quotidiano di Maurizio Belpietro. Il tema è il costo dei migranti. So perfettamente di scriverne spesso e qualche amico mi critica per questo però, francamente, non riesco ad accettare che mentre i dati sulla povertà acclarano che ci sono tantissimi connazionali in enorme difficoltà, per l’accoglienza abbiamo speso già 12 miliardi. La compartecipazione europea è pressochè inesistente ed è evidente che ci sono ben più migranti economici che veri profughi. E’ Giusto? Non lo so. Certamente i nostri poveri non possono contare nemmeno sui 35 Euro al giorno.

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Sereni Orizzonti contribuirà alle luci di Natale

Qualche giorno fa ho letto sul Messaggero Veneto che Udine rischiava di rimanere senza luci natalizie in alcune zone del centro. Ricordo tempi migliori per la cosiddetta capitale del Friuli. Un commercio vivo e non la fila desolante di negozi chiusi per cessata attività. Torniamo alle luci… ho deciso con Sereni Orizzonti di sostenere la spesa per illuminare durante le feste di Natale piazza XX Settembre e piazza San Giacomo. Un gesto che vuole lanciare un messaggio di positività e di rilancio della città. Io amo Udine e credo nelle sue potenzialità e nella possibilità di una ripresa.
P.S.: Un altro motivo importante per me è, però, che in piazza San Giacomo vengo trascinato da mia figlia Gioia Martina. Intorno alla grande fontana corrono tanti bambini.

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In Italia mancano le opportunità

Occupati come siamo a far fronte al costante afflusso di immigrati (tra l’altro ben poco aiutati dall’Europa) spesso non ci rendiamo conto che, purtroppo, sono molti gli italiani che se ne vanno all’estero. Giovani creativi che non trovano spazio, ricercatori limitati da un sistema universitario incapace di premiare il merito, uomini d’azienda attratti da mercati più liberi e tante persone, semplicemente, in cerca di un lavoro. Gli italiani partiti quest’anno sono 123mila, erano meno della metà nel 2011. Fa impressione il numero di giovani che se ne sono andati: più di 50mila nell’ultimo anno, più del doppio che pochi anni fa. Un’emorragia che non ci possiamo permettere. Su Panorama il servizio del nostro Centro Studi.

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Il mio intervento a Uno Mattina sul sistema pensionistico italiano

A Uno Mattina mi hanno chiesto se le misure che consentono di andare in pensione prima creeranno nuova occupazione per i giovani. In realtà, secondo me, è giusto che ognuno di noi possa scegliere di anticipare l’uscita dal lavoro vedendosi però ridotta la pensione. Questo vale soprattutto per i lavori usuranti. E’ difficile immaginare una persona di 66 anni alla catena di montaggio o su un’impalcatura. Non è questo però il modo di creare occupazione per i giovani. Insomma non si tratta di sostituire un lavoratore anziano con un giovane scaricandone i costi su uno dei sistemi pensionistici più costosi del mondo. Piuttosto occorre far crescere le aziende aumentando l’occupazione, soprattutto quella giovanile.
P.s Quanto alle pensioni non mi dispiacerebbe che venissero ridotte quelle di chi è andato in pensione a 40 anni, lasciando un conto che dovranno pagare le prossime generazioni.

clicca qui per vedere il video:
https://www.facebook.com/massimoblasoni/videos/1175879519153793/

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La buona spesa

Ieri sera al circolo del Ministero degli Esteri sono intervenuto dopo importanti economisti della LUISS e de La Sapienza (Marzano, Di Taranto, Pennisi). Il tema era “La Buona Spesa”, insomma come rendere più efficiente la spesa pubblica. Alle dotte considerazioni su come ridurla (si dice ma non si fa mai) o renderla più efficiente ho contrapposto una tesi: è bene che lo Stato ,che fa troppe cose e spesso le fa male, lasci fare ai cittadini. Perché, ad esempio, deve essere lo stato a gestire i denari delle nostre future pensioni? L’Inps registra passivi pesantissimi e ha uno sterminato patrimonio immobiliare acquistato a prezzi esosi per fare favori “politici” magari a quegli stessi che oggi beneficiano di affitti risibili in pieno centro città. Preferirei che quei denari fossero liberamente investiti da ognuno di noi: certo otterremmo migliori risultati.

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Se le aziende italiane venissero gestite come viene gestito lo Stato, sarebbero tutte fallite.

Sapete perché le previsioni di crescita fatte dal governo per l’anno successivo sono sempre troppo alte? Il motivo è ovvio, MAGGIORE PREVISIONE DI CRESCITA = LEGGE DI BILANCIO CON MAGGIORE SPESA PUBBLICA. Purtroppo questa corrispondenza si traduce in maggior debito pubblico, maggior deficit e maggiore spesa improduttiva: insomma, in più debiti per gli italiani. Negli ultimi 14 anni le previsioni sono state sempre sbagliate e quindi rettificate in corso d’anno, quando però i soldi erano già stati spesi. Francamente sono sconfortato: se le aziende italiane venissero gestite come viene gestito lo Stato, sarebbero tutte fallite. Ci sono parlamentari capaci ma la stragrande maggioranza ha semplicemente vinto la lotteria. Il problema non è quanto vengono pagati, piuttosto che sono poco capaci. Il mio intervento su Il Tempo.

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